
Qualche volta le istituzioni ci sono. Distratte ma però, per dirla con Peppe Voltarelli. O forse sarebbe più giusto dire negligenti. Il randagismo? Che sarà mai! Tanto i cani vaganti fanno notizia solo quando attaccano un uomo. Stavolta ha fatto notizia anche a ruoli invertiti: il famoso uomo che morde il cane tanto caro a noi giornalisti. Ma in questo caso non è l’eccezionalità della cosa a colpire, al contrario la sua banalità e il suo essere, tristemente, “normale”. Ordinario orrore, quello del cane morto a Reggio Calabria in un fusto di catrame, sul quale si è giustamente scatenato il putiferio. E per fortuna, stavolta, a intervenire non sono stati solo quanti feriti dall’immagine di quella povera bestiola senza vita hanno sentito il bisogno di urlare il proprio sdegno, la vicenda è arrivata anche ai piani alti. Perché non è solo una questione di sensibilità, ma soprattutto di civiltà, di regole, troppo spesso calpestate da quelli che “tanto certe cose non interessano a nessuno”.
La deputata del Pdl Gabriella Giammanco annuncia: “Chiederò al ministero della Coesione territoriale una decisa azione nei confronti della Regione Calabria affinché la stessa ponga in essere tutte le misure sanzionatorie possibili nei confronti delle autorità sanitarie locali che non sono intervenute per salvare quel povero cane. Domanderò, altresì, al ministero della Sanità di sollecitare l’Ordine provinciale dei medici veterinari affinché decida di radiare il veterinario, che recandosi sul luogo dell’incidente, non è intervenuto per salvare da una morte tremenda quel meticcio”. E poi: “Coinvolgerò anche il ministero dell’Interno, affinché verifichi eventuali responsabilità della forze di polizia che, pur a conoscenza dell’accaduto perché allertate da numerosi cittadini, non sono intervenute. Una simile barbarie non può rimanere impunita”. Subito il sottosegretario alla Salute Adelfio Elio Cardinale fa sapere di aver “avviato tutte le indagini presso le autorità istituzionali e sanitarie competenti del territorio per accertare la dinamica dei fatti e per valutare la presenza di eventuali comportamenti omissivi nonché di possibili reati che in questo caso verranno denunciati e perseguiti”. E speriamo che tutto questo impegno non si perda in una bolla di sapone, che davvero, per una volta, si dia l’esempio, perché i “comportamenti omissivi” – lo sanno bene i tanti impegnati nelle associazioni animaliste e quanti hanno provato a fare una segnalazione – sono all’ordine del giorno. Di gente che non fa il proprio dovere perché “tanto certe cose non interessano a nessuno e domani ce ne saremo tutti dimenticati” ce n’è fin troppa. Una volta tanto si faccia capire che le regole ci sono e vanno rispettate. Non ci si può indignare per i bisogni dei cani sui marciapiedi e restare inerti davanti all’orrore.
Infine, un dubbio che mi frulla in testa: possibile che tra coloro che – giustamente – hanno avvertito le autorità non ci sia stata una persona che, di fronte all'immobilità altrui e alla sofferenza di quel cane non abbia pensato di alzare un dito per tirarlo fuori da quell’agonia? Non c’ero quando è successo e forse mi sbaglio. Speriamo.
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