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Il Csv dedica un musical a Madre Teresa
Il Csv dedica un musical a Madre Teresa
Commovente. Nessun altro aggettivo potrebbe essere più adatto per descrivere il musical dell’associazione “Ali d’Aquila” dedicato a Madre Teresa: sul palco del Teatro Politeama di Catanzaro, sabato sera, la filosofia dell’integrazione attraverso l’arte scenica dei ragazzi con disabilità, che l’associazione di Satriano ha sposato in pieno, è stata ben condensata nei monologhi cantati, nei dialoghi riassuntivi della straordinaria vita della piccola “matita di Dio” (così come Madre Teresa amava definirsi) e nelle coreografie delle allieve della scuola di danza “Ater Ballet” diretta da Carlos Aguero e Maria Grazia Sestito. Con la regia di Antonella Fusto (che ha altresì ricoperto il ruolo dell’indimenticabile suora), il musical, forse un po’ troppo lungo di durata, si è avvalso di un’incredibile forza corale che ha tratto ispirazione dagli scritti e dalle immagini reali proiettate sullo sfondo di una Madre Teresa sorridente ed intenta a curare i bambini, gli ammalati e gli emarginati di Calcutta. Non sono mancati i momenti di ironia, con un Seby Spanò scatenato nella parte di un giornalista che cerca in tutti i modi, senza però riuscirvi, di intervistare la suora più famosa del mondo: il suo vero scoop si rivelerà in seguito, quando comprenderà che l’amore, per essere vero, deve costare fatica, e che ognuno è chiamato a portare anche una sola goccia nell’oceano del mondo. Del resto, sono state le parole di Gesù Cristo a guidare la vita di Madre Teresa, ed a spingerla a dare un pasto caldo agli affamati, a vestire gli ignudi e a portare un sorriso ai derelitti del Sud del mondo, senza attribuire la minima importanza a quello che risultava importante agli occhi degli uomini, come il premio Nobel per la Pace attribuitole nel ’79 ed i numerosi riconoscimenti che non le sono mancati nel corso degli anni. Il bisogno del silenzio per poter pregare e ascoltare la voce di Dio, e la ricerca dell’Amore che non ha alcun senso senza la Carità, sono stati ben rappresentati dai volontari e dagli assistiti dell’associazione, talmente affiatati da sembrare un unico personaggio, quello del popolo cantore delle gesta di una piccola, grande donna che il trascorrere del tempo non serve a far dimenticare, anzi. E che la filosofia dell’integrazione realizzata “con” la partecipazione attiva dei disabili e non solo “per” i disabili stessi – come ha avuto modo di chiarire Rosanna Gigliotti, presidente dell’associazione, già al suo terzo musical – risulta essere vincente. A darle man forte è intervenuto sul palco anche l’arcivescovo Vincenzo Bertolone, che ha avuto parole di elogio per il lavoro svolto dall’associazione e per la scelta di dedicare un’opera musicale alla figura di Madre Teresa, emblema della tenerezza di Dio nei confronti degli uomini. Infine, sono stati rivolti i ringraziamenti al Centro Servizi al Volontariato della provincia di Catanzaro, alla Fondazione Politeama, all’ex commissario prefettizio del Comune di Catanzaro, Giuseppina Di Rosa, alla Croce Rossa ed ai vari sponsor che si sono mobilitati per la realizzazione della prima catanzarese dello spettacolo.
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