Sei anni dopo, l’agguato al calciatore Vincenzo Cotroneo ha una chiave di lettura. Pochi giorni fa, un’informativa dei carabinieri di Reggio Calabria accusava il boss di Locri e due suoi fedelissimi. Ora, si conosce anche il movente: il goleador originario di Bianco avrebbe «fatto un torto al clan Cordì», così la sua uccisione sarebbe stata ordinata dai padrini dell’omonimo sodalizio mafioso. Ne dà conto un documento emesso dal tribunale di Reggio Calabria per motivare le condanne inflitte in rito abbreviato agli imputati coinvolti nel processo Shark.
Ilario Filippone
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