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Le sorelle (massoniche) con la luna storta
A raccontar tutta la saga delle Stelle d’Oriente (ordine lunare, contrapposto a quello maschile, solare) verrebbe fuori il copione d’una lunga “soap opera” in stile Beatiful, pur sempre in quella salsa calabra che solo certe donne, sottobraccio - et altro - ai simil fustini delle logge mascoline cui s’accompagnano, saprebbero preparare. Un copione abbastanza incartapecorito, se si pensa che le diatribe sorgono col nascere, in Calabria, della massoneria femminile, capacissima di scimmiottare anche in peggio le acrimonie che da sempre agitano e ammorbano quella maschile.
Partendo un po’ dall’inizio, galeotto fu il compianto e potente fratello massone Ettore Loizzo, che diede impulso alla prima loggia femminile in Calabria sotto il nome di “Capitolo De Carolis”. Erano i fatidici anni Ottanta e lo stesso Loizzo, all’epoca Gran Maestro Aggiunto del Grande Oriente d’Italia, primo beato tra le donne, ne era membro. Deve passare qualche lustro prima che una seconda loggia molto femminina - ma poco sacra - nascesse in Calabria. Stavolta tocca alla città capoluogo di regione godere d’un consesso di sorelle sotto le stelle. Il Capitolo cosentino De Carolis diede così alla luce, nel 1995, il “Pallade” di Catanzaro, accreditandosi pertanto come “loggia madre calabrese” dell’Ordine, cui tutti Capitoli fanno ancora riferimento.
Sta di fatto però che il Pallade è tutt’oggi arcinoto, in ambiente massonico, per la sua turbolenza interna, ma tanto acidamente aggressiva da arrivare ad estromettere «senza pietà» alcuni degli stessi membri fondatori. Litigiosità, pare, sempre fondata sull’arrivismo, su una competizione personale condotta senza esclusioni di colpi e, dunque, finalizzata al “dominio” individuale, all’interno dell’ordine, sulla “sorellanza”.
È chiaro a tutti quanto ciò fosse distante anni luce dal sentimento d’amore o almeno di benevolenza che, invece, dovrebbe animare i membri dell’istituzione massonica. Secondo alcune fonti sempre molto precise e dettagliate, il Capitolo catanzarese «è oltremodo attivo nell’Ordine - ci informa - tanto da volersi guadagnare la leadership in Calabria, anche grazie all’attivismo dell’accoppiata Marina Latella e Saverio Cambareri, rispettivamente Worthy Matron e Segretario, legati - ci spiffera la fonte - da uno stretto rapporto personale piuttosto “chiacchierato”». Ricordiamo ai lettori che la “Worthy Matron” (Degna Madre) è l’equivalente del maestro venerabile in una loggia regolare maschile.
Il seme della discordia non è però una novità inventata a Catanzaro, perché, tornando al “De Carolis” cosentino, in quegli anni si registrano gravissime contrapposizioni, proprio fra l’ingegnere Ettore Loizzo e l’allora Worthy Matron, Vania Tucci (altra decana della massoneria al femminile). Pare si sia trattato di un furioso litigio, sfociato addirittura in un processo disciplinare nei confronti dello stesso Loizzo. «Ciò indusse i vertici dell’Ordine delle Stelle d’Oriente - prosegue la fonte - a sospendere il Capitolo, colpevole di aver messo sotto accusa un membro così importante come il Gran Maestro Aggiunto».
E come accade nella massoneria tradizionale, dove le diatribe interne alle logge spingono gruppi di “fratelli” a mettersi per fatti propri e cioè a dar vita a nuove logge, così dalle crisi personali esplose tra le “sorelle” del De Carolis, ma sarebbe meglio dire dalle ceneri di quella crisi, nacque una decina d’anni fa il Capitolo “Demetra” del quale hanno fatto parte numerosi membri del “De Carolis”, fra cui la suddetta Vania Tucci (parente stretta del più famoso Nicola Tucci, Gran Maestro di un’obbedienza nata in concorrenza al Goi). Ma vi presero parte anche i coniugi Verrina che, ricorderete, proprio pochi giorni fa hanno co-fondato la terza loggia femminile denominata “Artemide”. «Ennesima prova - sottolinea la nostra fonte - che è solo la litigiosità l’unica molla a far nascere Capitoli, così come del resto avviene per le Logge massoniche (maschili, ndr)».
Chiaramente, l’Artemide non poteva che nascere con il sostegno dell’attuale Gran Maestro Aggiunto, carica che fu già di Loizzo e che adesso è ricoperta dall’avvocato Antonio Perfetti, Tonino per gli amici. Non a caso Perfetti è stato puntualmente presente alla cerimonia di fondazione del terzo capitolo delle Stelle, celebrata lo scorso 8 luglio. A dar spalla all’avvocato imbardato di verde dorato c’erano anche il vibonese Ugo Bellantoni (Gran Maestro Onorario del Goi), nonché Saverio Mitidieri ex membro della Giunta del Goi, legato «da una più che affettuosa amicizia a Marilena De Sanctis», Worthy Matron dell’Artemide.
Ri-capitolando (è il caso di dire), la prima massoneria femminile in Calabria nasce a Cosenza per inseminazione (in senso esoterico s’intende) dell’ingegner Loizzo. La seconda nasce a Catanzaro. Nel frattempo si litiga sia a Cosenza e sia a Catanzaro. Così nasce il terzo Capitolo, il Demetra appunto (la dea madre dispensatrice, sì ma di veleno, a queste latitudini), ancora nella città dei Bruzi e sempre anzi più litigiose le une con le altre si rivelano tutte ste popò di “sorelle” a caccia del magico potere. “Felice è colui che trova la saggezza perché tutte le sue vie e i suoi pensieri sono pace”, si legge nella brochure d’invito all’insediamento delle nuove cariche interne. Era il 15 gennaio di quest’anno e germinava già il dissidio che ha portato, lo scorso 8 luglio, all’ennesimo rigurgito del femminino dissacrato - più che alla nascita - di “Artemide” (dea della caccia, della selvaggina e dei boschi, ma anche della fertilità e del parto, vergine per sua scelta). Il motto che doveva guidare quell’insediamento era “Attraverso la notte verso la luce”, per sfociare nella nomina di Emilia Conforti a Worthy Matron, Eugenio De Rose a Worthy Patron, Maura Sganga ad Associate Matron, Giovanni Magnelli ad Associate Patron, Raffaella Aristodemo a Conduttrice, Gilda Reda a Conduttrice Aggiunta, Fortunato Gaudio a Segretario, Caterina Bruno a Tesoriere, Amalia Rizzo a Adah (prima delle cinque figure della Bibbia), Alessandra Lappano a Ruth, Erminia Lico a Esther, Francesca Abrami a Marta e Alessia Rauso ad Eletta, quindi, Rosanna Mirabelli a Cappellano, Emanuela Rizzo a Cerimoniere, Ramona Staglianò ad Organista, Giuseppe Caloiero a Sentinella e Francesca Spadafora a Guardiano. Anche in questo caso, come in tutti i Capitoli, la presenza maschile è obbligatoria, pur se minoritaria (quattro elementi su diciotto). Insediamento che dev’essere andato di traverso ad un mucchio di consorelle, almeno a tante quante poi hanno deciso di mandare a fare in culo Demetra per Artemide. Ed è in queste zuffe che ci azzuppa il grembiulone l’avvocato Perfetti, confermando il suo forte interesse al fenomeno “Stelle d’Oriente” «in vista - giurano i malpensanti - di futuri traguardi personali», e in accoppiata d’intenti con la responsabile italiana dell’Ordine, Rosy Guastafierro che, pare, se ne infischia allegramente se la proliferazione dei Capitoli scaturisca da dissidi e spaccature anziché dal progresso dell’umana stirpe, purché la copertura del territorio aumenti.
Luigi Guido
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