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Parla la figlia di Leuzzi: «Boss? E' comunque mio padre»
Parla la figlia di Leuzzi: «Boss? E' comunque mio padre»
Mirella ha gli occhi grandi e diafani. È molto carina e quando parla guarda sempre a terra: è timida, impacciata. Ha solo 26 anni ma è decisa. Anzi, arrabbiata. Mirella veste come le sue coetanee: una t-shirt, un paio di Superga viola, dei pantaloncini. Niente trucco né altro. È una delle tante ragazze che si incontrano nelle nostre città. Ma lei, al contrario delle sue coetanee ne ha viste davvero tante, troppe per la sua giovane età. L’ultima appena una settimana fa, quando i carabinieri di Reggio sono entrati in casa sua in piena notte e hanno portato via suo fratello, accusato di associazione mafiosa. «Era successo anche due anni fa quando hanno arrestato mio padre - raconta -. Sempre allo stesso modo: la citofonata nel cuore della notte, i lampeggianti blu che inondano la casa e poi quella voce fredda e metallica rivolta a mio papà: “prepari la borsa che la portiamo via”».
Questa ragazza ha un cognome ingombrante. Si chiama Mirella Leuzzi. Un cognome che qui nella Locride è immediatamente associato ai clan. Suo padre, Cosimo Leuzzi è considerato un boss di primo piano ed è accusato di delitti gravissmi.
Davide Varì

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